La gestione del tempo di una content editor e strategist in attesa

La gestione del tempo di una content editor e strategist in attesa

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Quando si ha una routine ben avviata, è difficile cambiarla se ci troviamo bene. Ma ci sono eventi talvolta imprevisti, talvolta programmati, che ci costringono a farlo. Bene, questo è il caso di un avvenimento tanto sorprendente quanto meraviglioso come una gravidanza che prima o poi arriva per molte donne. Come avviene allora la gestione del tempo in gravidanza tra l’attività lavorativa e quella personale familiare? Vi racconto la mia esperienza qui di seguito.

È importante a mio avviso partire con una doverosa precisazione: la gravidanza è uno stato fisico e mentale temporaneo naturale e incredibile, non una malattia, e si può fare bene tutto dosando le proprie forze ed energie.

Le macrocategorie del tempo

Riprendo qui le macrocategorie del tempo di cui avevo parlato ormai un anno fa nel mio vecchio blog in questo post sullo stesso argomento.

  1. tempo del lavoro
  2. vita personale/ familiare
  3. tempo per la gestione della casa e di altre faccende

1. Il tempo del lavoro

È un dato di fatto: ci sono gravidanze che vanno lisce come l’olio per tutta la durata (la mia!) e altre che invece presentano sintomi vari al primo o al terzo trimestre o sono faticose per tutti i nove mesi. Conosco donne che sono state bersagliate dalle nausee per tutto il periodo e ho sentito di altre che hanno svolto attività fisica fino a poco tempo prima di partorire (avete presente le gravidanze impossibili di quel programma televisivo che, tra le altre, parlava di un’atleta finlandese che sollevava pesi fino a poche settimane dal parto?)

Senza voler fare le eroine o le incoscenti, è sufficiente organizzarsi e soprattutto essere oneste con se stesse.

Ce la posso fare a lavorare come prima quelle 8-10 ore al giorno (compresi eventuali spostamenti)?

Premesso che sia ancora fondamentale per noi lavorare a quei ritmi, alla luce di questo meraviglioso evento ed esclusi impegni precedentemente presi.

Adattate gli orari di lavoro

La prima cosa da fare allora per un’ottimale gestione del tempo in gravidanza è modulare le ore di lavoro sul tipo di impegno che riusciamo a prenderci in base al nostro stato di salute. Riuscite ora a lavorare solo 4 ore? Bene, concentratevi su quelle 4 ore e terminate un compito alla volta. Potreste scoprire di essere molto più produttive adesso che sapete di avere meno tempo a disposizione, rispetto al passato. Poi le nausee, i mal di schiena, etc passano e potete riaumentare le ore a 6 o a 8. Per alcune sono più difficoltosi i mesi iniziali e quelli finali, così si possono diminuire le ore di lavoro a seconda di come vi sentite nel primo e terzo trimestre e aumentarle nel secondo quando generalmente si sta meglio. Per quanto mi riguarda, sono riuscita a lavorare 6 ore al giorno per tutti i 9 mesi fino in pratica a pochi giorni prima di partorire.

Questo sistema flessibile consente di non arrivare deluse e frustrate quando non riusciamo a terminare qualcosa e ci prepara alle future interruzioni (e ce ne saranno tante!) quando arriverà il nostro tesoro.

Siate pertanto indulgenti con voi stesse e non chiedetevi l’impossibile.

Sfrondate i progetti e le attività giornaliere

Avete una tabella dei progetti che state seguendo ora, o avete intenzione di seguire, e delle vostre attività giornaliere? Anche qui  scegliete tra i progetti per esempio più vantaggiosi e tralasciate quelli più piccoli. Io avevo scelto di seguire il mio cliente più grosso, terminare alcuni lavoretti in corso, sospendere le traduzioni e di concentrarmi su un progetto personale. Tra le attività di un giorno di lavoro tipo di cui ho parlato in precedenza, ho scelto di sfrondare le newsletter che ricevevo, leggendone solo una o due nei momenti di tranquillità, e la ricerca attiva di nuovi clienti.

Alle mail tuttavia occorre rispondere sempre in modo puntuale (lo sapete quanto ci tengo!), anche a quelle di nuove richieste di lavori o di selezioni per posizioni in azienda che arrivano spontanee, declinando gentilmente e spiegando il perchè e da quando si tornerà operative.

Farsi conoscere è importantissimo, sarebbe un peccato rifiutare a priori un lavoro senza darsi questa possibilità

A scadenza della pausa che vi prenderete per dedicarvi al bambino, saranno tutti contatti utili da riprendere in mano. Mio marito mi aveva persino accompagnata col pancione al settimo mese a un colloquio di selezione in un’azienda. È stato bellissimo scoprire che ci sono persone che ti vogliono conoscere comunque e considerano la gravidanza come un normale evento della vita.

Delegate

Poi ho scelto di delegare alcune attività che non ero certa di poter seguire personalmente. All’epoca non sapevo come sarebbe andata la gravidanza e ho quindi preferito stare tranquilla ed affidarmi ad altri professionisti per far svolgere loro una parte del lavoro. Alla fine si è rivelata una scelta vincente: meno ansia e lavoro impeccabile 🙂

Fate networking

Ho avuto la fortuna di poter seguire alcuni eventi di web marketing e networking che svolgevano nella mia città, grazie alle mie buone condizioni di salute: ho fatto nuove conoscenze, ne ho consolidate altre, ho avuto un colloquio di lavoro e nuovi contatti utili per il mio progetto personale.

Se possibile frequentate gli eventi nella vostra città, altrimenti seguiteli online

Ho scoperto anche qui con grande meraviglia che col pancione è più  facile fare amicizia e inoltre si possono incontrare altre pance! 🙂

2. Vita personale e familiare

Allo stesso modo è opportuno sfrondare gli impegni personali anche perchè bisognerà dar spazio a quelli che riguardano la gravidanza: corsi pre parto, visite mediche, esami e incontri sulla maternità. Qui si entra in universo parallelo interessantissimo e stimolante, soprattutto se si ha la fortuna di poterlo condividere con altre compagne di avventura che ho potuto conoscere. Un bel gruppo su Whatsapp e la lettura di un manuale sull’argomento gravidanza (per me una vera e propria bibbia!) e subito sono stata catapultata in un mondo per me completamente nuovo e affascinante. Rinunciare al portoghese o ad alcune uscite serali non è stato quindi così difficile alla fine (e al mio amato tennis e al pilates, ho sostituito il pilates specifico per gravide 😉 )

Questo continuo passaggio dal lavoro alla gravidanza e viceversa è stato per me molto importante per poter essere più produttiva nelle ore di lavoro, che erano diminuite nel frattempo, e per poter evitare le maggiori ansie sulla gravidanza concentrandomi sul lavoro.

Naturalmente continuate a uscire e a vedere le amiche, andate agli aperitivi (analcolici per voi!) e alle mostre: fa bene all’umore e alla gravidanza stessa. Se poi all’ultimo minuto non ve la sentite, tranquille, tutti capiranno! 😉

3. Tempo per la gestione della casa e di altre faccende

Deleghe e to do list

Anche qui è importantissimo cominciare a coinvolgere partner e persone che vi stanno vicine per far passare il concetto che a breve ci dovremo dedicare ad un esserino del tutto dipendente da noi e non avremo tempo per altro almeno nelle prime settimane. Perchè non iniziare a sfruttare il periodo della gravidanza per delegare quei compiti di cui non riusciremo a occuparci in seguito? Che sia la spesa, le pulizie di casa, stirare o gestire il gatto, cominciate ad affidare quei piccoli o grandi compiti che poi diventeranno di routine per i vostri aiutanti quando avrete partorito.

Compilate una lista di cose da fare ogni giorno, ogni settimana, ogni quindici giorni e attaccatela ben visibile sul frigorifero di casa, così tutti sapranno cosa c’è da fare, dove sono le cose e soprattutto nessuno vi disturberà chiedendovi appunto queste cose quando non avrete chiuso occhio la notte (da un consiglio della bravissima ostetrica Giovanna del corso pre parto). Vi sembra esagerato? Forse, ma meglio prevenire che curare 😉

Quindi riassumendo:

  • siate flessibili nella gestione delle ore di lavoro
  • sfrondate i progetti di lavoro e gli impegni extra lavorativi
  • delegate sia parti di lavoro che le mansioni di casa
  • concedetevi uscite, eventi, momenti solo per voi stesse
  • documentatevi sulla gravidanza
  • stringete nuovi rapporti sia di lavoro che con le compagne di gravidanza

Questa è stata la mia esperienza di gestione del tempo durante la gravidanza. Raccontatemi la vostra e come l’avete gestita insieme al lavoro e alla vita privata qui sotto nei commenti.

Volete leggere altri post sulla gestione del tempo? Ne ho parlato in questa occasione e in quest’altra.

Volete scoprire qual è stato il progetto personale di cui mi sono occupata durante la gravidanza? Leggete qui!

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Photo credit: Akulamatiau/ 123rf.com

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