Un esempio di content marketing perfetto 5: l’email marketing per una mostra di pittura

Un esempio di content marketing perfetto 5: l’email marketing per una mostra di pittura

Un esempio di content marketing perfetto 5: l’email marketing per una mostra di pittura

Nessun commento su Un esempio di content marketing perfetto 5: l’email marketing per una mostra di pittura

Proseguo la serie dei post dedicati agli esempi di content marketing perfetti da prendere a modello e mettere in pratica per una corretta applicazione dei principi di questa disciplina. Oggi parlo di email marketing per mostre di pittura.

Mi piace andare a visitare le mostre nella mia bella Verona. Sono fortunata, ogni anno c’è sempre qualche esposizione di un pittore o corrente artistica famosi. Di solito per documentarmi mi procuro il depliant e decido se andarla a vedere (su internet controllo solo orari e date per conferma). Questa volta però è andata in modo diverso.

Tra le mail e newsletter che ricevo ogni giorno, fa capolino discreto un annuncio pubblicitario sulla mostra a Vicenza di Van Gogh. Avevo già visitato ad Amsterdam il museo dedicato al pittore olandese durante una piovosa pasquetta di una decina d’anni fa e mi stava tornando la voglia di rivedere i suoi quadri.

1. Il primo contatto

Apro l’annuncio e trovo la locandina della mostra in fondo alla quale attira la mia attenzione il pulsante “Scarica il kit di benvenuto”. Ma cosa ci sarà mai nel kit di benvenuto? Già qui l’idea di ricevere un regalo inaspettato mi sorprende, mi incuriosisce e mi invoglia a proseguire. L’essenza del content marketing perfetto di regalare dei contenuti che ti serviranno (devo ancora scoprire in che modo), prima di andare a visitare la mostra, è qui rispettata e messa in pratica in modo eccellente. E già il fatto che si tratti di un kit, ti fa presagire che è composto da più elementi, quindi i doni saranno più di uno!

2. La landing page

Atterro quindi su una landing page strutturata molto bene: a sinistra i dettagli della mostra e a destra i contenuti che verranno inviati dopo aver lasciato nome, cognome e indirizzo mail, dopo aver cliccato il pulsante “Scarica il kit di benvenuto”. Man mano leggo, trovo una breve introduzione alla mostra in cui spiegano quali opere troverai del pittore e a quale periodo della sua tormentata vita si riferisce. Il pulsante con la call to action che invita ad acquistare i biglietti racchiude questa porzione di testo.

Proseguendo un’anticipazione importante: un film documentario sul pittore sfortunato, curato dallo stesso organizzatore della mostra, chiusa dal pulsante “Scarica il kit di benvenuto” dove, tranquillo, troverai anche l’anteprima del filmato, rassicurano.

Più sotto tre colonne con il pulsante per l’acquisto del biglietto e le informazioni sul call center e luogo della mostra.

Il footer è costruito con la mappa e gli orari della mostra ed è completato dal terzo pulsante “Scarica il kit di benvenuto”. Vogliono proprio che lo scarichi questo kit di benvenuto 🙂 In realtà riproporre un pulsante con la chiamata all’azione in diverse parti della pagina è un’operazione piuttosto comune nella costruzione di una landing page.

Il testo è arioso, scritto con caratteri ben leggibili e disposto molto bene. Le sezione relativa al kit di benvenuto, situata nella parte più importante della pagina, occupa cioè tutto il lato destro, i pulsanti sono in rosso col testo a contrasto in bianco, mentre i testi della descrizione sono in nero su immagini chiare e in bianco su immagini sfumate.

Magari avrei scritto vita al posto di vicenda biografica, e  dapprima invece di dapprincipio, che fanno tanto vetusto, pardon, antico 😉

Anche la formattazione in grassetto l’avrei concentrata su tre parole al massimo per blocco di testo o frase per alleggerire ancora di più la parte scritta.

Le immagini sono tre: la scelta ricade sul quadro più rappresentativo (un’immagine più grande sfumata come sfondo di una sezione e una più piccola in chiaro) e su quella del curatore delle mostra intento a girare una scena del filmato.

3. I contenuti del kit di benvenuto

Come anticipato sulla landing page, comincio a ricevere la prima delle cinque email promesse. Analizziamole insieme.

3a. La prima mail

Subito all’inizio due pulsanti per scaricare l’introduzione alla mostra (un bel pdf del curatore) e le info per organizzare la visita.

Il pdf è confezionato bene, anche se magari avrei optato per l’allineamento a bandiera del testo, suddividendolo in blocchi per facilitarne la lettura a video, e avrei scelto un’interlinea di mezzo punto in più, giusto per far respirare il testo. Ricco di informazioni e fotografie, ci si immerge nella vita tormentata dell’artista. Il lessico è ricercato e adatto ad un pubblico acculturato.

Poi gli organizzatori spiegano come mai hanno pensato di confezionare questo kit. Si scopre che la mole di contenuti era tale che non se la sentivano di escludere alcune notizie su Van Gogh a favore di altre. Secondo me traspare anche la grande passione profusa nell’allestimento della mostra.

Segue un’anticipazione del contenuto delle mail successive.

Il tono è amichevole e spiritoso, ma se per caso una persona decidesse di non andare – ma non lo farai vero? 🙂 – (cit.), sperano gli sia utile lo stesso.

Il footer è costituito da due pulsanti “Prenota il biglietto” e “Tutte le informazioni” per organizzare la visita.

3b. La seconda mail

Anche la seconda mail, introdotta da un bel ciao, si rivolge direttamente al lettore chiamandolo per nome e fa riferimento alla precedente con una domanda: ti è piaciuta? (cit). Ora si entra nel vivo col racconto di 5 opere rappresentative del pittore, sempre a cura dell’organizzatore della mostra, attraverso il pulsante “5 Capolavori raccontati da…”

In due elenchi puntati si fa riferimento ai due periodi storici a cui appartengono queste opere e ai cinque quadri commentati.

Semplicità e chiarezza aiutano il possibile visitatore della mostra ad approfondire la conoscenza del pittore.

Il pdf e il footer sono confezionati alla stessa maniera dei precedenti.

3c. La terza email

Forse il contenuto più interessante per conoscere l’indole di Vincent (chiamato ora per nome). Una selezione delle cinque lettere al fratello Theo, a opera del curatore della mostra, che ci aiuta a entrare nel suo cuore e a conoscere la sua personalità.

E come potevano essere introdotte? Con il classico caro/a e il nome dell’iscritto alla mailing list. La chiosa di questa mail è ripresa da una delle lettere e alla fine il pulsante “Leggi le 5 lettere di Van Gogh” (non un banale e freddo “scarica” o “clicca qui”).

Non male come impostazione della mail, vero? 😉

Il footer e il pdf sono progettati allo stesso modo dei precedenti.

3.d La quarta email

Quella dedicata al contenuto più importante in cui ci si concentra sugli anni olandesi del pittore, introdotta da Bene, + nome del destinatario per catalizzare l’attenzione del lettore su questo periodo molto intenso dell’artista.

Subito sotto il pulsante “Leggi il capitolo dedicato ai fondamentali anni olandesi di Van Gogh”.

Il contenuto è di fatto un estratto del catalogo della mostra, ottimo esempio di content repurposing, che si può acquistare online dal link evidenziato in rosso (niente pulsanti se non quelli consueti del footer della mail).

3.e La quinta mail

E, come ultima chicca, il trailer sulla vita di Van Gogh: un filmato scritto e raccontato dal curatore della mostra che è inserito subito all’inizio della mail che, come sempre, ne dà qualche anticipazione. Questa mail viene conclusa da un link accorciato all’acquisto del filmato sullo shop online della mostra e ovviamente da un Buona visione! (stranamente non compaiono pulsanti qui).

Riassumendo

Prestate attenzione a queste 8 caratteristiche per riprodurre l’esempio di content marketing perfetto che vi ho descritto nelle vostre attività di email marketing con i dovuti adattamenti del caso:

  1. tono: amichevole e spiritoso per le mail e narrativo per i pdf
  2. lessico: basico/ semplice per le mail e ricercato per i pdf (non è detto che i visitatori della mostra acquistino anche il catalogo che probabilmente solo gli appassionati e gli eruditi faranno)
  3. formattazione: per le mail minimale ma eccellente, per i pdf da migliorare arieggiando il testo con spaziatura e allineamento a bandiera (mi perdoni il curatore della mostra!)
  4. pulsanti: esaustivi e “parlanti” (ovvero ti anticipano esattamente cosa troverai dopo) con relativa call to action che ti spinge ad agire
  5. layout: minimale (ancoeur!), pulito e chiaro
  6. dialogo costante con il destinatario della mail: (facci sapere cosa ne pensi, ti è piaciuta? vero che verrai?, caro/ bene + nome destinatario, etc)
  7. stile della mail coerente col contenuto che introduce: questa è, a mio avviso, l’indicazione più importante da tenere a mente, come si può vedere nella mail che introduce le cinque lettere del pittore
  8. esempio ottimale di content marketing, ovvero di come si possano sfruttare i contenuti di cui già si dispone (content strategy, in questo caso) o di come si possano trasformare (content repurposing/ content reclying)

Ovviamente leggendo tutti i contenuti, non vedo l’ora di andare a visitare la mostra e con l’occasione anche Vicenza che ancora non conosco. Spero che vi sia venuta voglia anche a voi. Spulciate tra le mail in arrivo! 😉

Se volete leggere di altri esempi content marketing riuscito, li avevo trattati qui e sul mio blog precedente a proposito di:

un esempio nella vita reale

un catalogo

una email particolare

una newsletter

Buona lettura!

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Photo credit: Pixabay

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