Ispezione dei contenuti di un sito: un investimento vantaggioso

Ispezione dei contenuti di un sito: un investimento vantaggioso

Ispezione dei contenuti di un sito: un investimento vantaggioso

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In uno degli ultimi post vi ho parlato dell’inventario dei contenuti dell’azienda e dei benefici che porta a tutti i componenti dell’azienda e a chi si occupa di contenuti in particolare. Oggi invece vi parlerò dell’ispezione dei contenuti di un sito e perché è vantaggiosa.

Questa attività si fa quando si vuole aggiornare il sito. Che sia un semplice restyling o un rifacimento in toto è importante prevedere un controllo approfondito dei contenuti sul sito esistente.

Restyling di un sito in sintesi

È arrivato finalmente il momento di rifare il sito. Alcuni si accorgono che è datato, altri hanno notato che i concorrenti sono già usciti con quel fantastico layout, oppure il management ha deciso di dare una nuova direzione all’azienda e quindi i valori e gli obiettivi sono cambiati. Le prime due costituiscono delle motivazioni deboli, mentre quest’ultima è davvero un momento di riflessione che non si può tralasciare.

Stabiliti quindi i nuovi valori (o il valore principale), l’identità e i nuovi obiettivi, il sito non deve che riflettere l’esito di questi ragionamenti

Ovviamente questi tre fattori – valori, identità del brand, obiettivi – devono essere condivisi da tutti o quanto meno dal management, altrimenti, come vedrete, non si va da nessuna parte.

Si progetta quindi  la struttura del sito, si sceglie il layout, si disegna l’architettura dei contenuti e si inseriscono i moduli più appropriati per far risplendere ogni pezzo di contenuto. Così facendo si sa già quindi dove andare a collocare quel contenuto in sintonia con tutti gli altri, come in un magico incastro: si eviteranno così ripetizioni, non verranno tralasciati contenuti importanti e tutto avrà un fluido senso logico.

Anche in questo caso non voglio parlare dello studio della concorrenza, della definizione delle buyer persona e del tono di voce, perché l’ispezione riguarda i contenuti tout court, sebbene possiamo già ricavare alcuni elementi da questa analisi.

Quando manca l’ ispezione dei contenuti

Di solito si parte con grande entusiasmo, ogni collega non vede l’ora di offrire il suo contributo, le idee fioccano come durante la nevicata del 1989. E via si parte a scegliere moduli, plug in, layout e… un momento! Vi sembra di averla già vissuta questa situazione? È forse una di queste?

  • Il tecnico fornisce la sua visione specialistica che non tiene conto delle dinamiche del web
  • Il reparto web offre invece il punto di vista del mondo online senza conoscere in modo approfondito il settore dell’azienda
  • I ragazzi dell’ufficio grafico adottano i criteri della progettazione tralasciando quelli dell’usabilità e della user experience
  • I valori, l’identità o gli obiettivi non sono stati definiti in modo preciso
  • Quando invece lo sono, non sono condivisi da tutti

Il risultato è che si procede a tentoni, o, peggio, si fanno e si disfano pagine, contenuti, sezioni senza andare da nessuna parte. Inoltre aleggia un senso generale d’insoddisfazione. L’entusiasmo si affievolisce e l’uscita del sito tarda…

Ecco che allora il content strategist vi può salvare da questa situazione. Come? Cominciando dall’ispezione dei contenuti.

Vantaggi di un’ ispezione dei contenuti del sito

In altre parole, a cosa serve fare l’ispezione dei contenuti? In pratica è una valutazione dello status quo del sito, sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo, prima di intraprendere il cambiamento. Lo vedremo meglio poco più avanti.

L’ispezione dei contenuti di un sito consente di:

  1. Avere un’idea precisa del numero dei contenuti presenti sul sito
  2. Creare una mappa dei contenuti esistenti in cui si vede chiaramente dove sono collocati
  3. Fare una valutazione di ciascun pezzo di contenuto pubblicato secondo una serie di criteri
  4. Fare delle scoperte riguardo i contenuti, accorgersi cioè che manca qualcosa, qualcos’altro è  stato ripetuto oppure deve essere integrato o eliminato
  5. Stimolare le riflessioni su chi è l’azienda, dove vuole andare, cosa e come desidera comunicarlo ai suoi clienti
  6. Svelare i comportamenti degli utenti fino a quel momento
  7. Farvi un’idea di come vi siete espressi col vostro pubblico e
  8. è funzionale alla successiva fase della strategia

In sostanza significa prevedere e risolvere in anticipo una serie di problemi che si presenteranno in futuro, state certi!

Quindi, se avete qualche dubbio sul fatto che fare un controllo del genere vi porti via risorse preziose, in realtà, le guadagnerete in termini di tempo, denaro e persone. È comprensibile, del resto, avete appena cominciato a scoprire la content strategy. Se, invece, la considerate una forma di investimento, come l’inventario dei contenuti, allora potete dormire sonni tranquilli perché state impiegando queste forze in modo intelligente.

Come si fa un’ ispezione dei contenuti?

Ispezione quantitativa

Di fatto è un vero e proprio censimento di tutte le pagine del sito che comprende:

  • La numerazione dei contenuti
  • Il link
  • L’argomento generale
  • Il formato
  • La data dell’ultimo aggiornamento

Questi sono i fattori che considero di solito, altri inseriscono anche le parole chiave e i tag e alcune analitiche. Secondo me queste ultime, in particolare, fanno parte dell’ispezione qualitativa. È vero che sono dati, ma i numeri estratti secondo certi criteri, sono il risultato di un ragionamento più approfondito che riguarda la qualità.

I dati si possono raccogliere attraverso dei programmi specifici, ma, nel caso di dimensioni ridotte di un sito, (fino a una cinquantina di pagine effettive) si può fare tranquillamente un lavoro manuale, se non avete fretta. Eh, sì, è possibile, grazie a quel tool fantastico e gratuito che è il cervello!

Ispezione qualitativa

Ora si scende nello specifico di ogni singolo pezzo di contenuto e se ne valuta:

  • L’aderenza al marchio, ai valori e agli obiettivi strategici per cui era stato creato
  • L’usabilità (ovvero formattazione, lunghezza paragrafi, refusi, numero di link, etc)
  • La comprensibilità da parte degli utenti
  • Se produce l’azione desiderata
  • L’accuratezza
  • La conformità al tono di voce

Tanto lavoro vero? Non preoccupatevi, il content strategist farà in modo di suddividere questo lavoro tra i vari reparti, oppure si dedicherà a una parte e il resto lo delegherà all’interno, a seconda dell’organizzazione dell’azienda.

Quindi per fare un esempio: lo stagista si occuperà del censimento quantitativo, il content writer dell’usabilità, della comprensibilità e della conformità al tono di voce, il reparto seo o l’eventuale agenzia web delle analitiche e dei metadati (parole chiave e tag), il tecnico dell’accuratezza, il management dell’aderenza al marchio, ai valori e agli obiettivi strategici.

Nulla vieta di prevedere dei momenti di ispezione anche dopo il rilascio del sito. Solitamente suggerisco di fare il primo a distanza di sei mesi o anche un po’ prima, magari su alcuni aspetti come le analitiche e le azioni richieste, e il secondo a un anno dall’uscita del sito per controllare la conformità generale del sito secondo l’ispezione qualitativa.

Raccolta dei dati dell’ispezione

Per fortuna esistono tanti tool che organizzano i dati in maniera chiara, gradevole e vivace. Grafici a torta, tabelle, testi descrittivi, presentazioni. Potete davvero sbizzarrivi in base al vostro gusto o alle preferenze di chi li analizzerà.

Come li organizzate sta a voi, in base ai ragionamenti che volete fare o alle scoperte che avete fatto nel frattempo. Naturalmente ne dovrete tenere presente per la progettazione del nuovo sito.

Per esempio, se scoprite che gli argomenti sulle normative al vostro pubblico di affezionati lettori del blog non interessano, forse dovreste considerare di non prevederli più oppure, se volete approfondire perché, invece, sono necessari, pensare di riscriverli in modo più semplice perché non sono stati compresi oppure migliorarne la formattazione o cambiare addirittura formato. Testate e alla prossima ispezione, se non addirittura prima, scoprirete se le vostre intuizioni erano giuste.

Se una pagina importante non viene visitata, potreste chiedervi: è ben visibile? Quanti link interni vi rimandano? E dall’esterno invece cosa succede? Riflette i valori dell’azienda in modo chiaro e inequivocabile oppure è vaga e simile a tante altre dei vostri concorrenti?  Forse nel nuovo sito è il caso di spostarla in una sezione più riconoscibile, oppure dovete pensare di riprogettarla diversamente con un linguaggio che vi aiuti a distinguervi e rappresentarvi al meglio.

Quindi dall’ispezione potete ottenere o delle conferme o delle sorprese che avranno un impatto sulle decisioni strategiche successive. Prevederete o, meglio, anticiperete e risolverete difficoltà che emergeranno dopo.

Come diceva una pubblicità, prevenire è meglio che curare; investite senza ombra di dubbio in un’ispezione dei contenuti del sito grazie all’aiuto del content strategist che vi aiuterà a dirigere le operazioni in fatto di contenuti.

Tool per realizzare un’ispezione coi fiocchi

  1. Excel
  2. Per raccogliere dati: Google Analytics, Screaming Frog, Content Analysis Tool (CAT)
  3. Per elaborare e presentare i dati: Datamatic, Google Data Studio, Infogram, Piktochart, Visme, Canva (fanno anche le infografiche!)
  4. Cervello 😉

A proposito, state per rifare il vostro sito e vi serve una mano? Guardate cosa posso fare per voi! Ho preparato infatti il pacchetto speciale Content strategy per il sito.

Mi hai incuriosito! Voglio saperne di più!

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Photo credit: Pixabay

Sull'autrice

Sono UX copywriter e content strategist: progetto e scrivo contenuti per il web per attrarre, fidelizzare e coccolare gli utenti che visitano le tue pagine web. Come posso aiutarti?

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