Localizzare contenuti per il web: opportunità e sfide

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Una parte delle mie attività sui testi per il web si concentra sul localizzare contenuti di siti web, piattaforme, schede prodotto, comunicati stampa in italiano. Si affrontano davvero tante sfide ma ci sono anche tante opportunità. Ora vi racconto quelle che incontro nel mio lavoro quotidiano e che potranno esservi di ispirazione.

Come si apprende una lingua straniera

Chi studia una lingua straniera in modo accurato fa un investimento a lunghissimo termine. Quando si comincia da piccoli, si ottiene il massimo rendimento con la minima spesa di energia mentale. La pronuncia è già buona sin da subito e lessico e struttura ben radicati: il cervello dei bambini è molto plastico e ricettivo, pertanto si pongono delle ottime basi.

Ci sono tanti studi che parlano dell’apprendimento delle lingue straniere in età prescolare e altrettanti sul bilinguismo in famiglie con bambini piccoli. Tutto è un gioco e imparare non costa alcuna fatica, anzi, è molto divertente.

Il perfezionamento avviene solo frequentando persone di madrelingua e recandosi all’estero. Bastano poche settimane e il salto qualitativo è presto fatto. Si comincia magari con i corsi estivi e poi con gli stage e l’arricchimento continua. Oggi, poi, esistono tantissime opportunità per studiare online in età adulta, tra piattaforme (la mia preferita rimane Babbel), forum e lezioni a due virtuali, ma il soggiorno all’estero rimane un’esperienza assolutamente irrinunciabile.

Il mio primo amore è stato senza dubbio l’inglese cominciato a giocare, pardon, a studiare a sei anni, sfogliando dei libri di immagini con i coniglietti di Beatrix Potter. E poi con l’università è arrivato prevedibilmente il tedesco, molto studiato e praticato qui a Verona dove abito e sul vicino Lago di Garda, inframezzato da soggiorni e stage all’estero e dal corso con dispense e cassettine di spagnolo. Infine il corso online di portoghese con Babbel concluso quest’estate.

Localizzare contenuti per il web dal tedesco

Alcuni cenni economici

Per quanto riguarda le localizzazioni di testi per il web, farò degli accenni al tedesco, lingua che prevale nelle mie attività di localizzazione rispetto all’inglese.

La Germania è un paese che investe molto in Italia, non solo quando si tratta di venire in vacanza, ma proprio nel mercato italiano, che, contrariamente a quanto si possa pensare, è molto appetibile in tanti settori. E qui a Verona, in particolare, diverse aziende tedesche hanno messo le loro basi italiane, magari poi spostandole in seguito verso il milanese.

Investe anche nella digitalizzazione delle aziende storiche e crea tanti fondi per sostenere le più recenti della new economy. Babbel stessa è un esempio perché è stata fondata anche grazie a un finanziamento di un bando regionale europeo che aveva vinto.

Tantissimi e-commerce e piattaforme online tedesche hanno la versione italiana che deve essere tradotta, pardon, localizzata nel miglior modo possibile.

Alcuni aspetti linguistici e non solo

Come spiegava la traduttrice nella mia ultima intervista, localizzare significa che “…il testo viene non solo tradotto, ma anche modificato, adattandolo alla cultura di destinazione…”

Vi faccio un esempio: molti clienti tedeschi rimangono davvero perplessi quando dico loro che in Italia nel 99% dei casi si usa dare del tu sul web, anche sui siti istituzionali come quelli delle banche nella parte dedicata al b2b.

Dare del lei, Sie in tedesco, è sinonimo di professionalità, serietà, affidabilità, rispetto, come da noi e tale e quale viene traslato nel web. In Italia sul web prevale l’aspetto dell’efficacia comunicativa e il lei rimane nei rapporti umani nel mondo reale o nella comunicazione cartacea.

Quando spiego che il tu annulla la distanza imposta dagli schermi, avvicina e facilita le relazioni e poi invio loro i link di alcune banche, la perplessità svanisce e generalmente il compromesso linguistico passa attraverso la pluralità del voi.

Devo comunque dire che nelle società più “giovani” a forza di “flat Hierarchie” (gerarchia piatta, all’interno delle società) e “duzen” (darsi del tu) i tedeschi si stanno pian piano allineando alle nostre scelte linguistiche.

Anche la catalogazione dei prodotti può avvenire in modo diverso con conseguenze importanti, per esempio, negli e-commerce: ricordo ancora una piacevole conversazione su come catalogare i cappelli di paglia a tesa larga. A seconda se li si voleva catalogare per materiale o foggia, in Italia poteva avere maggiore predominanza il materiale o l’occasione, mentre i tedeschi avevano pensato di più alla foggia. Ma solo dei test avrebbero dato una risposta precisa.

Un altro esempio era se predominava l’aspetto delle certificazioni dell’e-commerce o la sicurezza dei pagamenti:  secondo uno studio, in Italia vinceva il secondo e quindi anche i testi dovevano riflettere questa preferenza.

Localizzare contenuti per il web è anche una questione di user experience (UX)

In uno degli ultimi lavori il dilemma era sul verbo noleggiare che in italiano ha due accezioni: prendere in affitto o mettere in affitto. Tradurre dal tedesco mieten (prendere in affitto, affittare, noleggiare) e vermieten (dare in affitto, affittare, noleggiare) in italiano non è stato affatto facile.

Affittare poi tende a riferirsi a stanze, case e appartamenti, non era la soluzione migliore per le attrezzature sportive. Così abbiamo sempre scelto noleggiare e dal contesto si capiva quale dei due significati aveva. È stata anche una scelta UX (user experience) perché prendere/ dare in affitto/noleggio occupava troppo spazio.

E a proposito di lunghezza, lo sapevate che i testi tedeschi sono mediamente più corti nel numero di parole del 20-25% di quelli italiani (i testi inglesi ancora di più)? Un bel problema di spazi, o meglio di numero di pixel di una parola o frase.

Il tedesco è in prevalenza una lingua nominale, pertanto preferirà spesso la soluzione con il nome rispetto a quella con il verbo. Ecco quindi perché le frasi in italiano sono mediamente più lunghe! In tedesco ci sono parole lunghe che in italiano vengono rese con frasi ancora più lunghe perché contengono articoli, preposizioni e verbi.

E quindi avremo stato di accettazione della domanda, domanda di iscrizione dei soci, modalità di pagamento dell’affittuario, stato dei pagamenti avvenuti, etc, che ricordano tanto il nostro odiato burocratese. La soluzione? Restituire in italiano una frase il più breve possibile e che sia parlante, anche con parole del tutto diverse per rendere lo stesso senso.

E l’espansione incontrollata dell’infinito nelle call to action in tedesco? Ahimè, si trova anche nelle pagine web in lingua italiana dei siti turistici alto atesini visitati più spesso da italiani fuori regione. Cliccare qui, prenotare, affittare, pagare (arg!) fanno proprio una brutta impressione.

Faccio riferimento ad alcune regole del content design per il quale un testo deve essere leggibile e accessibile, chiaro e sempre gentile, mai impositivo come suonerebbe in italiano la traduzione letterale di tutti quegli infiniti.

Dinamiche del web

Questi ultimi due aspetti che vi ho raccontato potrebbero riassumersi nelle diverse dinamiche che accadono sul web rispetto al cartaceo, di cui sembra ancora risentire la localizzazione di testi per il web dal tedesco in italiano.

Probabilmente questo aspetto è dovuto alla provenienza tradizionale dei traduttori dal mondo della carta stampata; il divario però si sta accorciando sempre più, anche grazie all’utilizzo della SEO localizzata che deve essere prevista sia in caso si voglia rendere appetibili i contenuti italiani per i mercati esteri, sia quando si deve localizzare contenuti per il web stranieri per il mercato italiano.

Dunque, riassumendo, se conoscete molto bene una lingua straniera, avete fatto studi umanistici e sapete scrivere in un italiano corretto e chiaro, conoscete le tecniche della scrittura per il web e praticate un po’ di SEO e copywriting per la user experience, direi che c’è molto lavoro là fuori che vi aspetta 🙂

Potete rileggere un post in cui avevo affrontato l’argomento di come sia importante studiare le lingue straniere, per scrivere bene in italiano.

E se invece la lingua straniera che padroneggiate meglio è il francese, qui c’è un articolo che parla di Scrivere e tradurre in Svizzera.

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Foto di Paul Henri Degrande su Pixabay

Sull'autrice

Sono UX copywriter e content strategist: progetto e scrivo contenuti per il web per attrarre, fidelizzare e coccolare gli utenti che visitano le tue pagine web. Come posso aiutarti?

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