Come rendere accessibile un testo per il web

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Come rendere accessibile un testo per il web

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Esplorare un sito web può diventare un’esperienza molto faticosa per i vostri visitatori se non mettete in pratica alcuni accorgimenti quando scrivete. In questo post mi concentro su come rendere accessibile un testo per il web e far sì che la navigazione sia più snella ed efficace.

Immaginate di andare a trovare un amico che si è appena trasferito in un appartamento all’ultimo piano di un palazzo antico. La pulsantiera del portone è rovinata e mal funzionante. Le targhette degli interni sono nascoste e scolorite.

Come era prevedibile manca l’ascensore. A malincuore affrontate la rampa di scale e ogni gradino vi ricorda del ginocchio ancora dolorante per la caduta sui campi da sci della settimana scorsa.

Come vi sentireste una volta arrivati in cima ancor prima di suonare il campanello, sempre che il vostro ginocchio non vi abbia tradito durante l’ascesa?

Affaticati, sofferenti e arrabbiati con la persona che vi ha dato indicazioni insufficienti o forse ha fatto una scelta abitativa discutibile.

Provo le stesse emozioni quando navigo in alcuni siti della pubblica amministrazione.

Tanti passaggi per arrivare in un vicolo cieco, percorsi obbligati senza scorciatoie, informazioni importanti alla fine del pellegrinaggio, pagine affollate di contenuti, lessico incomprensibile o vago.

Già il pensiero di dover consultare quel sito mi indispone (lo so, sono un po’ prevenuta, lo ammetto!)

Un’esperienza di navigazione già vissuta, vero?

Vediamo come mettere nelle migliori condizioni i visitatori del vostro sito affinché trovino quello che stanno cercando in modo rapido, lo possano comprendere e utilizzare con facilità, in qualsiasi condizione fisica e mentale si trovino.

 

Che cosa vuol dire accessibilità?

Le linee guida dei contenuti per il web 2.1 (in inglese Web Content Accessibility Guidelines – WCAG 2.1) forniscono precise indicazioni per far sì che

Tutte le persone comprese quelle che hanno una qualche difficoltà di carattere visivo, uditivo, motorio, verbale e cognitivo possano accedere e usufruire di siti, app e servizi digitali.

Le difficoltà possono essere vere e proprie disabilità oppure disagi temporanei o situazionali che interferiscono nella navigazione a diversi livelli, come quello:

  • Visivo: sono ipovedente, ho un’infezione agli occhi oppure guido in modo distratto
  • Uditivo: sono non udente, ho un’otite in corso, mi trovo in un locale rumoroso
  • Motorio: sono nata con un braccio più corto di un altro, me lo sono rotto cadendo da cavallo, oppure l’ho impegnato perché tengo in braccio un neonato
  • Verbale: sono completamente muta, ho una laringite oppure parlo con un forte accento locale (o in dialetto!)
  • Cognitivo: sono affetta da dislessia, soffro di emicrania oppure sono stressata per motivi di lavoro

Una bellissima infografica disponibile all’interno del Manuale Inclusive 101 di Microsoft approfondisce l’argomento del design inclusivo che va di pari passo con l’accessibilità.

Se un sito è progettato tenendo conto di queste difficoltà diventa accessibile a tutti, non esclude nessuno, quindi diventa inclusivo.

Queste linee guida si basano su 4 principi di design. Un contenuto deve essere:

1. Percepibile

Con tutti i sensi che ho a disposizione. Per esempio, se sono ipovedente, una versione audio del testo oppure che sia leggibile da un software specifico (l’assistente vocale – una delle cosiddette tecnologie assistive) aiuterà a percepirlo. Se invece sono ipoudente o non di madrelingua, ci sono i sottotitoli o la trascrizione del video pubblicato che permettono di comprendere il parlato.

2. Utilizzabile

Ovvero che il contenuto si possa trovare ed essere utilizzato al di là del senso che si impiega per farlo. Per esempio che i link siano parlanti di modo che portino laddove esattamente dicono oppure che anticipino il tipo di materiale da scaricare.

3. Comprensibile

Questo è l’aspetto che interessa di più chi si occupa di scrittura per il web: le persone devono comprendere non solo quello che leggono ma anche il funzionamento di un servizio o di un prodotto. Quindi il testo dev’essere chiaro e occorre utilizzare un lessico che evita il gergo, i tecnicismi, i forestierismi non comuni. La sintassi è semplice e piana.

4. Affidabile tecnicamente

Quando i contenuti sono interpretati da un ampio numero di programmi e browser e il codice utilizzato per la programmazione permette alla tecnologia assistiva di lavorare bene.

 

Accorgimenti per rendere accessibile un testo per il web

Come potete mettere in pratica questi principi all’interno dei testi che state scrivendo per un sito, una app o un servizio?

Riprendendo i principi di design:

  1. Oltre ai sottotitoli e alle trascrizioni, prevedete alt text descrittivi per le immagini, strutturate i contenuti in modo logico di modo che vengano letti dagli screen reader (l’assistente vocale),  fate affidamento agli H1, h2 e h3 e agli elenchi puntati o numerati per evidenziare parti di testo. Evitate i colori abbaglianti e riducetene la scelta a due o tre che contrastino bene con il colore di fondo, utilizzate il design responsive, guardate cosa succede al design del vostro sito se provate a ingrandire i caratteri del 200-400%. Fate un uso sapiente dello spazio bianco intorno al testo per farlo risaltare bene, cioè respirare! Evitate il famigerato horror vacui delle parole
  2. Usate titoli e link descrittivi, intestazioni ed etichette ricche di significato, date la possibilità di saltare le introduzioni e andare direttamente a un video, evitate le barre di scorrimento e i contenuti lampeggianti
  3. Provate a far leggere i vostri testi a uno screen reader. Se avete scritto frasi lunghe e composte da incisi, secondarie e gerundi sarà un supplizio per chi vi ascolta. Meglio frasi brevi e costrutti semplici, con una principale e una secondaria (la sintassi piana). Quindi via libera all’italiano standard o al plain english, sciogliete abbreviazioni e acronimi a meno che non siano riconosciuti come IVA e USA, assicuratevi che tutti i moduli prevedano campi di compilazione provvisti di etichette o microcopy parlanti (ancore!), evitate il gergo e il linguaggio specialistico. Usate la piramide invertita: i contenuti più importanti in cima e via via a scendere gli approfondimenti. Aiutate le persone a correggere gli errori di compilazione dei form con un microcopy impeccabile, dicendo loro qual è l’errore e come possono correggerlo
  4. Gli accorgimenti tecnici devono permettere ai contenuti di essere interpretati da tanti programmi e dalle loro versioni ed essere letti dalla tecnologia assistiva

Molte di queste indicazioni sono già delle buone pratiche per il provetto content writer, SEO copywriter o UX writer. Il problema si presenta quando il testo fluisce dalla tastiera indugiando su vocaboli forbiti e costrutti elaborati. Fateci caso.

A chi legge interessano davvero parole raffinate, frasi arzigogolate e ragionamenti tortuosi? È l’eterno dilemma tra la scelta di un linguaggio in linea con le buyer persona (magari laureati e appassionati di mostre d’arte, oppure diplomati) e le necessità del cliente soprattutto di arrivare a tutti. Ricordate la classica risposta alla domanda: chi è il tuo cliente? Sono tutti!

E comunque anche all’interno del vostro pubblico di riferimento ci potrebbero essere persone che hanno degli impedimenti che non emergono durante l’elaborazione della buyer persona.

Come la moda si sta facendo sempre più accessibile e inclusiva, ecco che i testi per il web devono tenere conto anche delle persone con difficoltà che si muovono online come nella vita reale. Allora  semplificategli la vita, pardon la navigazione!

Alcuni dati e statistiche italiane

In Italia le persone che hanno una disabilità conclamata sono circa 3 milioni, una platea che tutti i giorni affronta con fatica la vita reale e quella online e che si allarga fino a 12 milioni se includete fra le altre alcune malattie croniche come il diabete, i tumori o la demenza senile.

Se consideriamo il livello di scolarità e di competenza digitale degli italiani, le cose si complicano quando si parla di accedere al web e fruirne i servizi. In Italia solo il 19,6% delle persone è laureato e ben il 17%, ovvero 16 milioni di persone, dichiarano di non aver mai utilizzato internet (!)

Ora immaginate quella stessa visita in un palazzo dalla pulsantiera splendente, dall’androne luminoso, con le targhette degli interni in bella mostra e un ascensore rapido in cui una gradevole musica vi accompagna al piano. Molto meglio ora, no?

Mentre vi concentrate su come rendere accessibile un testo per il web, lasciate il lavoro tecnico a questo plug in che migliora l’accessibilità dei siti.

E in futuro? Trovate un esempio in una famosa pubblicità di un’assistente virtuale. Vi chiederete forse dove sono finiti i testi: tutti nella progettazione del design conversazionale.

Di accessibilità dei testi per il web e di altri temi affini e complementari parlo al corso “Localizzazione di siti web con cenni allo UX writing“.

Foto di Greg Montani da Pixabay

 

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