Il marketing del tè alle cinque: 5 esempi di testi per packaging

Il marketing del tè alle cinque: 5 esempi di testi per packaging

Il marketing del tè alle cinque: 5 esempi di testi per packaging

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Nella vita reale i testi pubblicitari sono ovunque e possono sorprendere anche al supermercato  Ho raccolto e commentato cinque esempi di testi di packaging che hanno attirato la mia attenzione come un segugio.

Con grande piacere sto notando che i testi ben fatti che appaiono sugli imballi sono in aumento. Provate a fare un giro al supermercato e cominciate a osservare le scatole e le confezioni sugli scaffali.

Abbasso la noia dell’elenco degli ingredienti e della lunga tradizione dell’azienda produttrice. Viva i benefici che i prodotti preannunciano raccontati con un tono di voce declinato in modo incantevole sulle persone di riferimento. Una bella virata alla sostenibilità, data di fondazione in bella mostra e stop.

L’elenco degli ingredienti deve apparire per ovvi motivi legali e di consapevolezza delle scelte d’acquisto alimentari: danno il potere di scelta al consumatore che può far crollare imperi commerciali.

Un esempio su tutti: il bando dell’utilizzo dell’olio di palma di moltissimi marchi alimentari riportato sull’imballo dei prodotti con la dicitura “senza olio di palma” (Ma cosa ci sarà al suo posto? 🤔).

Nella mia ultima visita al supermercato ho trovato alcuni esempi fantastici di testi per packaging che hanno molto in comune con quelli pensati per il web.

Per ogni superficie della scatola o del sacchetto, immaginate delle griglie invisibili all’interno delle quali si collocano le immagini, i titoli, i sottotitoli, i claim, gli elenchi e via dicendo.

Il tutto reso con tipo e grandezza di font differenti e relativa formattazione per adattarsi ai limiti si spazio. E al contesto d’acquisto: d’impulso, da banco, da scaffale, avancassa. Vi suona familiare?

Allora, cominciamo!

1. Una questione di soddisfazione – Pompadour

La linea biologica di Pompadour è una meraviglia di storytelling. Sul fronte trovate il titolo delle varianti di tisane, gli ingredienti e il pay off:

  1. Dolce Evasione – Realizza i tuoi desideri di pace e serenità
  2. Tranquilla Mente – Raggiungi il tuo equilibrio interiore a piccoli sorsi
  3. Saluto al Sole – Risveglia le tue energie sin dal mattino
  4. Acchiappa Sogni – Rilassati e dormi sonni tranquilli
  5. Sprizza Allegria – Ricaricati con una vera forza della natura

I nomi composti dei prodotti sono formati da aggettivo + sostantivo i primi due e verbo + sostantivo gli ultimi due. Il secondo gioca con l’aggettivo tranquillamente spezzato in due.

Il pay off è un invito all’azione che sottintende il soddisfacimento di un bisogno profondo o semplicemente più concreto: serenità, equilibrio, essere attivi sin dal risveglio, dormire profondamente, essere pieni di energia.

Chi mi conosce di persona, non avrà dubbi su quale tisana avrò scelto 😴

 

Scatole di infuso Pompadour_fronte

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Ma la vera chicca si trova sul retro di ciascuna confezione tra il nome prodotto e il codice a barre. Vi invito a ingrandire l’immagine e a leggere il testo.

Otto righe di storytelling concentrato formattato in modo da far risaltare le parole chiave importanti per il degustatore. La struttura con i passaggi problema – soluzione con il dettaglio delle proprietà degli ingredienti – risultato alternati con sapienza donano vivacità al testo.

Si intonano in modo perfetto il nome del prodotto in stampatello e l’allineamento centrato leggermente “movimentato”. Leggete per credere.

Un tono di voce che punta sull’emozione e sulla connessione totale ai bisogni dei propri clienti.

 

Scatole di infuso Pompadour_retro

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Sul sito trovate molti altri testi fantastici come quelli della linea di tisane ayurvediche e biologiche.

2. Una questione da favola – Regina di Fiori

Quella della metafora comunicativa. Sì perché molti prodotti di questo marchio che non conoscevo sono incentrati sul mondo delle favole.

 

Scatole di infusi La Regina di Fiori_fronte

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Il lato della confezione riporta un estratto delle schede prodotto che sono pubblicati sul sito, per lasciar spazio alla traduzione in inglese.

 

Tisane Regina di Fiori_Lato

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Scegliere una metafora comunicativa che rispecchi buyer persona e tono di voce è un altro meccanismo che aiuta a comunicare meglio nei confronti dei clienti e, per i professionisti della scrittura, a redigere in modo più facile e coerente i testi per la carta e quelli per il web, grazie al tesoretto di parole dedicato.

Ma quali spezie, frutti e tipi di tè ci saranno mai nelle tisane Genio della Lampada e Fata Turchina? Scorrete lungo la loro pagina di infusi e tisane per scoprirlo.

Il tono di voce è assolutamente in linea: sognante, con verbi che stimolano l’immaginazione  e termini che evocano i sensi. Parola d’ordine anche qui è emozionare. Ben fatto!

Magari avrei lasciato più spazio ai testi di marketing in italiano occupando anche le altre superfici della scatola, al posto delle traduzioni, ma avranno avuto le loro buone ragioni se hanno scelto di fare così.

Non ho ancora acquistato le loro tisane ma già li adoro da copywriter. 🥰

3. Una questione di benessere – L’Angelica

Questo marchio punta al benessere e così i testi delle tisane Superfood si armonizzano a tale scopo.

L’occasione di consumo unita agli ingredienti insieme ai benefici di ciascuno sono intercalati da un invito all’azione e conclusi da tre loghi alimentari che specificano, come molti dei prodotti ora in commercio, il fatto di essere adatti ai vegetariani, ai vegani, ai celiaci e a chi soffre di intolleranza al lattosio.

Questo testo laterale della confezione è anche l’occasione per segnalare ai clienti non il classico sito web, ma un’app studiata per aiutarli a raggiungere il proprio benessere grazie a un esperto.

Il tono di voce qui è più asciutto, meno romanzato, con un lessico ricercato ma una struttura piana con una formattazione moderata classica. Va dritto al punto senza tanti giri di parole.

 

L Angelica Tisana Super Food

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Una questione di genuinità

4. Lazzaroni – Cioccodì

In abbinamento a un tè o a una tisana non possono mancare i biscotti. Per puro caso ne ho incontrati due simili di marche concorrenti.

Il testo che compare sul retro del sacchetto di Lazzaroni è un altro bel esempio di storytelling con un dialogo armonico tra il noi della marca e il pubblico di riferimento, a cui si rivolge con il tu, che punta alla tradizione del marchio e alla genuinità dei prodotti locali con una chiosa ben augurante e un pizzico di sostenibilità.

Tanti argomenti strutturati molto bene in questa invisibile architettura tra testi, immagini e logo di certificazione, di certo equilibrata.

In un ipotetico footer o piè di pagina, rimandano agli altri prodotti di questa linea di biscotti e al sito web.

La formattazione e la disposizione del testo regalano un’ottima ariosità e leggibilità che evidenziano in modo corretto tutti gli argomenti affrontati, grazie comunque allo spazio che il sacchetto da 700g offre.

Le parole chiave non sono solo in maiuscolo o in grassetto, ma sono di un paio di punti più grandi rispetto al font del testo in cui sono contenute. Anche in questo caso, a mio avviso, non disturbano.

I loghi alimentari sono sostituiti dal testo; compare solo quello della certificazione UTZ.

Il tono di voce in questo caso mi sembra leggermente distaccato dal cliente dato dalla scelta del noi/ tu. Mi sembra un filo paternalistico, ma in senso buono: il marchio si pone come un buon padre di famiglia che desidera il meglio per i suoi figli e le sue figlie.

 

Saccheetti di biscotti Lazzaroni_retro

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

5. Balocco – Gocciolotti

Un altro sacchetto che dedica il retro alla comunicazione dei valori del marchio: anche in questo caso trovate la tradizione in questo caso unita alla primissima qualità dei prodotti. E  il rimando agli altri prodotti della linea e alla sostenibilità.

Lo storytelling in senso lato qui lavora molto bene sul lessico e sul copy. Gioca con un pizzico di mistero “…ogni pasticcere abbia un mistero, noi ne abbiamo due” e “lo sapevi che…”

Gli perdono volentieri il rimando, quasi fosse una spigolatura della Settimana Enigmistica, del cioccolato al “cibo degli dei” derivato dalla pianta tropicale Theobroma (il nome scientifico di origine greca che ha questo significato), visto oramai troppe volte nel copywriting dell’industria dolciaria e del cioccolato. E pure la E apostrofata anziché accentata, probabilmente una svista.

Anche in questo caso la disposizione di testo e spazi è molto ariosa, l’uso della formattazione è equilibrato ma più leggero rispetto al precedente. In questa parte del sacchetto non compaiono loghi alimentari, quello “senza olio di palma” sotto forma di testo è visibile sul fronte della confezione. Le altre diciture alimentari su uno dei lati.

Il tono di voce in questo caso mi sembra che viri più alla simpatia e all’allegria ponendosi allo stesso livello del consumatore.

 

Gocciolotti Balocco

Fonte: © Anna Colagè 2022

 

Alcune ispirazioni da questi esempi di testi per packaging

  1. Nella progettazione grafica della pagina cartacea fatevi coinvolgere in qualità di copywriter sin dall’inizio
  2. Largo alla fantasia! Rimanendo sempre in linea con valori, missione, obiettivi di vendita, buyer persona e tono di voce
  3. Mescolate gli argomenti che stanno a cuore al marchio tenendo conto di tutte le superfici a disposizione
  4. Font leggibili, please!
  5. W la formattazione, yeah!
  6. Occhio alla coerenza con gli altri contenuti online e off line
  7. Ricordate che le persone prendono in mano scatole e pacchetti e leggono, eccome se leggono!

Ogni superficie dell’imballo è l’occasione perfetta per comunicare con il cliente. Approfittatene!

PS: se trovate altri esempi meritevoli di segnalazione, mandatemi le foto inquadrando il testo e il lato del prodotto per intero a: info@annacolage.it  Sarà mia cura scrivere un altro post sull’argomento con il vostro prezioso contributo e l’attribuzione delle foto.

 

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