AI generativa nel marketing: tra entusiasmo e sfide reali

AI generativa nel marketing: tra entusiasmo e sfide reali

AI generativa nel marketing: tra entusiasmo e sfide reali

Nessun commento su AI generativa nel marketing: tra entusiasmo e sfide reali

Il mio viaggio alla scoperta dell’utilizzo dell’AI generativa per produrre i contenuti continua. Oggi vorrei ripartire da alcune considerazioni sui possibili benefici del suo inserimento all’interno delle attività di marketing.

L’approccio positivo all’arrivo di una nuova tecnologia

L’altro giorno ho ascoltato un’intervista illuminante al famoso disegnatore e regista d’animazione Bruno Bozzetto (classe 1938!) a proposito del suo approccio all’arrivo della tecnologia nel suo settore all’inizio degli anni 80. Tre concetti hanno colpito subito la mia attenzione: entusiasmo, miglioramento della produttività, possibilità di sperimentare.

Passare dal disegnare 24 fogli per ogni fotogramma al far scorrere la penna sulla tavoletta digitale ha permesso di esplorare scenari potenzialmente infiniti per progettare ogni animazione e vederne subito il risultato. Vi pare poco? Oggi possiamo solo immaginare cosa avverrà dopo il rilascio di Sora…

Tutti concetti che si possono senz’altro ritrovare all’attuale rivoluzione delle intelligenze generative: dal clamore super entusiasta d’oltre oceano, all’adozione da alcune agenzie web europee che non nascondono di utilizzarla, alle innumerevoli opportunità di testare.  Alcuni esperti prevedono che, dopo questa sorta di sbornia generale iniziale, ci sarà una fase di assestamento.

Al momento infatti l’AI generativa è ancora lontana dal generare contenuti efficaci. Inoltre ci sono ancora tanti aspetti come privacy, sicurezza dei dati e copyright da gestire nella tutela di chi possiede questi dati e creazioni. Il tutto secondo normative che con fatica cercano di restare al passo con le rapide evoluzioni tecnologiche.

Essa può servire a:

  • fare brain storming di idee
  • fare ricerca
  • creare scalette o bozze di contenuti
  • riassumere contenuti lunghi
  • fare revisioni
  • testare diverse versioni del contenuto creato
  • ipotizzare il tono di voce
  • ipotizzare la buyer persona
  • creare campagne adv
  • creare una bozza di presentazione
  • creare un briefing

L’AI generativa rappresenta un fidato collega, un aiutante molto esperto e sollecito ma con ancora diverse limitazioni. Basti pensare alla gestione dei contenuti lunghi, in cui fatica a tener conto della coerenza generale.

Siamo nel bel mezzo di un passaggio epocale in cui tuttavia si lavora ancora su carta.

2. L’utilizzo della carta per progettare contenuti

Il grande disegnatore italiano ci racconta di come utilizza ancora la carta per gli schizzi iniziali dei suoi progetti. Pensate alle sezioni di brain storming in azienda per sviluppare nuove idee, oppure per visualizzare il customer journey o definire l’architettura di un sito. Tanti coloratissimi post-it da incollare e spostare al bisogno.

Io stessa, quando ascolto un webinar o partecipo a un convegno, scrivo a mano tutti gli appunti in quaderni colorati, pronti per essere consultati a ogni evenienza. E poi sottolineo i concetti più importanti per fissarli nella mente.

Anche alcuni esperti dei contenuti preferiscono lavorare su carta per studiare e progettare le fasi più profonde di una strategia.

La connessione tra l’attività di scrittura manuale e lo sviluppo delle connessioni neuronali favorisce l’apprendimento e il fiorire di tante idee rigogliose. Affidarsi esclusivamente all’intelligenza artificiale rischia di indebolire il muscolo della nostra intelligenza naturale.

Tuttavia, se si è particolarmente stanchi, sotto pressione o demotivati e la creatività tentenna, si può sfruttare l’intelligenza generativa per trovare l’ispirazione per nuove idee e gestire il carico delle richieste della comunicazione e dei contenuti.

Anche quando tali richieste aumentano, mantenendo qualità elevatissima, e prevedono scadenze ravvicinate.

3. Il bisogno di creare tanti contenuti eccellenti in poco tempo

Secondo una recente indagine di Grammarly, gli esperti di marketing passano la maggior parte della settimana a comunicare (l’88%) e quasi la metà del tempo su task di scrittura, mentre l’85% è impegnato a scrivere contenuti su più canali rispetto a prima. Considerate anche l’elevato livello qualitativo che deve essere consegnato spesso in breve tempo.

A fronte di un aumento della quantità di contenuti da produrre a ritmo sostenuto, derivano:

  • aumento dello stress per il 51%
  • diminuzione della produttività per il 41%
  • tensione delle relazioni per il 31%
  • mancato rispetto delle scadenze per il 26%

Queste conseguenze provocano a loro volta una maggiore probabilità di consegnare contenuti di qualità scadente e un peggioramento della qualità di vita del marketeer.

Nell’estratto di quest’analisi vengono soppesate anche le opportunità dell’AI generativa (aumento della produttività e dell’efficienza e miglioramento della collaborazione) e gli ostacoli (garanzia di sicurezza e privacy) con una propensione maggiore dell’ago della bilancia verso le opportunità.

Di conseguenza secondo lo studio appare evidente la necessità di rivolgersi all’aiuto delle AI generative per alleggerire il carico di lavoro e mantenere l’elevata qualità dei contenuti e della comunicazione. Sempre sotto stretto controllo umano, aggiungo.

Questo introduce un nuovo aspetto. Se vi state chiedendo come mai si producano più contenuti, conseguenza dell’utilizzo di un enorme quantità di dati oggi a disposizione, questo è dovuto all’estrema personalizzazione dell’esperienza che si vuole offrire al target.

4. Personalizzazione e aumento di produzione

Gli strumenti di analisi di dati basati sull’intelligenza artificiale consentono di segmentare con una precisione quasi chirurgica i target in tanti sotto target minori e comprendere le loro esigenze e le loro difficoltà.

Questo porta a creare un maggior numero di contenuti in linea con ciascuno di questi target per aumentarne il coinvolgimento (per far sì che il cliente si senta unico e compreso) e, si spera, le conversioni. Qui un caso studio italiano che riguarda l’ambito degli e-commerce.

Ecco perché sembra diventato più che mai importante affiancare l’AI generativa nelle consuete attività di marketing, senza lasciarsi prendere la mano dalla sua potenza generativa (il clamore che citavo prima) che comporta conseguenze come la qualità scadente dei contenuti e il burn out dei marketeer (!).

Tutto questo sembra ricordare la metafora del cane che si morde la coda, ma, come per tutte le cose, in questo mare di opportunità ci vuole equilibrio.

Concludo con il video integrale dell’intervista a Bruno Bozzetto. Lasciatevi ispirare dal luccichio del suo sguardo alla parola tecnologia (dopo il minuto 19:50). ✨✨✨

 

Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo nei social oppure seguite gli aggiornamenti del blog iscrivendovi alla newsletter. In regalo riceverete utili risorse gratuite.

 

Foto di Theme Photos su Unsplash

Chi lo ha scritto:

Sono UX writer, copywriter, content strategist, localizzatrice: progetto, scrivo e localizzo contenuti per il web per attrarre, fidelizzare e coccolare gli utenti che visitano le tue pagine web. Come posso aiutarti?

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti do il benvenuto sul mio sito

Mi chiamo Anna Colagè e sono UX writer, copywriter, content strategist e localizzatrice: progetto, scrivo e localizzo contenuti per il web per attrarre, fidelizzare e coccolare gli utenti che visitano le tue pagine web. Come posso aiutarti?

 

Io utilizzo Iubenda. Voglio provarlo anch’io!

Privacy Policy Cookie Policy

Entriamo in contatto?

Con piacere! Ti scrivo a infoATannacolage.it ma potrei voler fare due chiacchiere con te e allora

 

Saggezza dal passato

Piccole opportunità sono spesso l’inizio di grandi imprese” Demostene, IV sec. a.C.

 

Vuoi approfondire le tecniche della content strategy e dello UX writing, i segreti del content marketing e della localizzazione e ricevere risorse gratuite?

Torna su